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1992 - L'origine
Gli StraFOTTenti si formano a Brescia con l'intento di proporre
delle cover stravolte di pezzi beat italiani degli anni '60. Contraddistinti
da una formazione classica (voce-chitarra-basso-batteria) e da
un entusiasmo giovanilistico-goliardico, puntano a rivedere e correggere in
chiave punk rock canzoni popolari del calibro di "Io ho in mente te", "Perchè
l'hai fatto", "10 ragazze per me", ecc.
Trovata una line-up più stabile (a 3: Mark, Frank e Kikk) sentono poi l'esigenza
di far emergere le proprie radici musicali e vengono così inseriti
nel repertorio brani di Adverts, Boys, Buzzcocks, Ramones
& co., nonchè i primi, brevi e diretti, pezzi propri (in
inglese).
Trascinanti concerti, foga, passione, inesperienza e ingenuità
segnano questo inizio di attività come cover band atipica e
s-travolgente.
Il nome
Polisemico e polivalente, è stato scelto per le molteplici
sfumature in grado di suggerire.
"Strafottenti" (lett.) primariamente come sinonimo di arroganti e impudenti
(verso il pubblico e nella vita); "strafottenti"
(trasl.) programmaticamente come stravolgitori di canzoni (le
cover degli inizi);
"stra-fottersene" (rifl.) antiteticamente come strafregarsene
(eredità dell'etica punk del "I don't care"); "stra-FOTTenti" (volg.)
sarcasticamente inteso come grandi amatori...
L'articolo e l'aggettivo in sè, a livello fonetico, avevano poi un gusto retrò da
60s italiani.
1994 - Estinguiamoci!
Prosegue la produzione di pezzi propri - ora in italiano -, semplici, a volte un po' banali nei testi, ma efficaci,
divertenti e mai omologati al genere. Con l'aiuto di un amico,
nell'estate, questi vengono poi registrati con un 8-piste in un
demo-tape dal
titolo "Estinguiamoci!", un chiaro messaggio-manifesto
indirizzato la razza umana tutta. È un lavoro caratterizzato da
un assoluta sincerità, pochi fronzoli, qualche finezza in fase di registrazione e molta buona volontà.
La scelta di rinunciare a qualsiasi effetto artificioso nella
musica porta come risultato l'avvicinamento all'ascoltatore.
Alcuni testi (Squallore, Fuori
di...) lasciano trasparire l'atteggiamento straight edge del
gruppo, ma l'ispirazione musicale deriva direttamente dal punk
'77.
Una nuova formazione a 4 con una seconda chitarra e dei concerti importanti
(SenzaBenza, Skiantos...) sembrano
segnare un buon periodo, ma, in seguito a un ulteriore cambio di
membri e
ad un ultimo concerto invernale (acustico!), arriva una battuta
d'arresto di un anno intero.
1995 - L'album perduto
Nessuno sembra resistere a lungo negli StraFOTTenti. Questo,
però non vieta loro di proseguire nella stesura di nuovo
materiale, ora più influenzato dal pop elettrico britannico e più curato
rispetto al precedente, anche se ancora molto essenziale e
scarno. Purtroppo non è sopravvissuta alcuna testimonianza di questo periodo,
dopo il naufragio del progetto di un demo-tape.
1996 - Logan 5
Col consolidarsi della tecnica strumentale, si fa strada anche
la voglia di provare nuove soluzioni strutturali e melodiche. E,
con un nuovo bassista finalmente in sintonia col resto del
gruppo,
vengono composti i primi brani "diversi": più
articolati e meno ingenui di prima, ma pur sempre immediati e
orecchiabili.
Avvalendosi di uno studio di registrazione gestito da amici,
Mark, Frank e Roger incidono "Logan 5", intitolato in omaggio al protagonista
di un noto film di fantascienza.
Temi futuristico-catastrofici, sovraincisioni ed effetti
speciali, dilatate composizioni ricercate si aggiungono a
momenti più fluidi e pop. Un grande pezzo (NGC
4261), molti
altri ben riusciti e dei potenziali singoli si mescolano nella
prima testimonianza di una volontà di ricerca e
personalizzazione.
1998 - Süpér GX
Sul finire del '97 si aggiunge un 2° chitarrista (Diego), ma di lì a
poco, nonostante la composizione di nuove canzoni particolarmente
ispirate, degli Strafo rimangono solo Mark e Frank. Tuttavia la qualità e la
quantità della nuova produzione spinge i 2 a registrare un
demo-tape a qualsiasi costo. Così viene alla luce "Süpér GX", in
cantina, con un 12-piste analogico acquistato per l'occasione (Akai Super GX), e con tutta
calma. Non si tratta certo di un lavoro dalla qualità professionale e
dall'impeccabile mixaggio, ma rappresenta sicuramente l'apice creativo della
band. Le tracce sono per lo più ottime, concise, precise, ricche di invenzioni e
personalizzazioni, elaborate e accessibili allo stesso tempo e
sono completate da testi allegorici e pessimisti. La
diversificazione delle atmosfere si fa urgente, l'inserimento di
sperimentazioni sonore un divertimento necessario e il ventaglio
di nuove possibilità compositive diventa il punto di forza di
un album con almeno due lavori eccellenti (30 secondi e Capgras,
che non a caso erano stati proposti nell'unica apparizione
televisiva del gruppo).
2000 - I vermi
Nel '99 torna Diego, stavolta al basso, ed inizia una forma di sperimentazione con un sistema di intrattenimento casalingo
(PS1). Dapprima l'intenzione è quella di ottenere vari effetti
e basi per i concerti, ma il risultato è talmente entusiasmante
che gli ultimi brani vengono convertiti dalla versione elettrica
a quella elettronica e lo spettacolo dal vivo diviso in due parti:
metà suonato e metà solo cantato sopra basi in playback.
Soddisfatti dei risultati, ma sempre più pessimisti per quanto
riguarda l'efficacia e la comprensibilità del loro progetto
(anche in seguito all'ennesimo abbandono di personale), completano queste basi registrando la voce in uno studio
professionale. Concepito come miniCD, "I vermi"
comprende tutti e 4 i pezzi "suonati" dalla play.
Apparentemente la direzione musicale sembra fare un passo avanti
(l'inclusione di una gamma incredibile di suoni giocattolosi, ma
efficaci) e
due indietro, alla ricerca di sintesi e immediatezza. In realtà
questo granitico attacco violento e molto melodico nasconde costruzioni
strutturali insolite e complesse e la varietà di timbri, toni e
trovate rende questo lavoro unico e sorprendentemente originale,
testimoniando una raggiunta maturità creativa e una classe
tutta personale nel misurare lo "smisurato".
2001 - La fine (?)
Da una parte la disillusione riguardo a futuri successi,
dall'altra le demotivazione scaturita dall'inferiore resa dei
brani suonati rispetto alla loro controparte sintetica hanno
infine la meglio sull'entusiasmo dei membri del gruppo. In
questo per nulla aiutati dalla cronica mancanza di elementi convinti a
completamento della formazione e dalle crisi personali. A poco a
poco l'attività del gruppo si spegne in un silenzio epitaffico.
La musica degli StraFOTTenti tuttavia è portata avanti anche in
forma postuma, dal momento che nell'estate del 2001 Mark e Frank (insieme
al bassista Tony) hanno inaugurato un nuovo progetto (0,3), totalmente
anticommerciale negli intenti, di stampo
avanguardistico-progressivo, ed includono nella scaletta anche
qualche brano dei buoni
e vecchi StraFOTTenti. Tuttavia la divergenza di obiettivi e di
vedute musicali tra i membri del gruppo non gli consente una
lunga sopravvivenza, anche se esiste una testimonianza della
forza e della genialità di questa proposta in un paio di
appassionanti e scioccanti concerti.
2007 - Fenice!
Grazie ad una ritrovata intesa musicale fra Mark e Frank, il
gruppo degli StraFOTTenti viene rispolverato. Attualmente è in
corso un recupero dei pezzi più significativi. Ma, anche se la sensibilità musicale della coppia ormai dovrebbe
essere radicalmente evoluta su binari divergenti, il cambiamento
più significativo è l'accrescimento dell'organico di ben due nuove
presenze femminili. Alla voce e tastiere una vecchia conoscenza
(modella della copertina de I vermi): Mo' Plumer; al
basso Fra' Sassy. Il gruppo è quindi ufficialmente attivo, vivo e
pulsante di nuove, ancestrali e recondite energie. Non perdete
le prossime date! Vi rimandiamo alle novità
per ulteriori informazioni, uscite, concerti, ecc.
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